Vitamina B12 in BERTRAND

Autore dell'articolo: BERTRAND Articolo pubblicato sotto: 4 dic 2024
Vitamin B12 vegan Shiitake

Vegano e vitamina B12

Come garantiamo la presenza di vitamina B12 vegana?

Qual è esattamente la sfida?

L’alimentazione vegana ha acquisito popolarità negli ultimi anni per motivi etici, ecologici e di salute. Sebbene un’alimentazione a base vegetale offra molti vantaggi, presenta anche alcune sfide, soprattutto per quanto riguarda l’apporto di vitamina B12. Questa vitamina essenziale, indispensabile tra l’altro per la formazione dei globuli rossi, il funzionamento del sistema nervoso e il metabolismo energetico, si trova naturalmente quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale.

Per chi segue un’alimentazione vegana, assumere vitamina B12 può essere difficile. Sebbene alcuni alimenti vegetali, come le alghe o i prodotti fermentati, contengano piccole quantità di B12, spesso si tratta di analoghi inattivi che l’organismo non è in grado di utilizzare. Questi analoghi possono persino ostacolare l’assorbimento della B12 attiva. Per questo molte persone cercano fonti affidabili, biodisponibili e vegane di questa vitamina essenziale: è proprio qui che entra in gioco il nostro approccio innovativo.

Da dove proviene la vitamina B12 presente in BERTRAND vegano?

Uno sguardo dettagliato: estrazione, purificazione e rilevamento della vitamina B12 attiva dallo shiitake

Nelle varietà vegane di BERTRAND, una piccola parte della B12 proviene dalla microalga Chlorella.  La parte attiva, tuttavia, proviene dal fungo shiitake. Questi contengono una miscela di forme bioattive della vitamina B12 (cobalamina) e di analoghi inattivi. La B12 attiva, come la metilcobalamina, l’adenosilcobalamina e l’idrossicobalamina, può essere utilizzata direttamente dall’organismo umano, mentre gli analoghi inattivi hanno una struttura simile, ma non svolgono alcuna funzione vitaminica. Per garantire un utilizzo sicuro ed efficace, è necessario assicurarsi che nel prodotto finale siano presenti esclusivamente le forme attive. L’estrazione della vitamina B12 bioattiva dai funghi shiitake avviene in diverse fasi altamente specializzate:

Idrolisi del materiale fungino

I corpi fruttiferi dei funghi shiitake vengono sottoposti a idrolisi meccanica e chimica dopo la raccolta. Ciò significa che le pareti cellulari vengono disgregate per liberare i nutrienti in esse contenuti, in particolare le cobalamine. Il processo è coadiuvato dall’impiego di acqua ed enzimi specifici, che scompongono i carboidrati complessi e le proteine del fungo. In questo modo la vitamina B12 diventa disponibile.

Flocculazione

In questa fase le cobalamine vengono isolate dal materiale fungino. A questo scopo vengono utilizzate sostanze come lo zinco e la calce, che aiutano a separare le cobalamine da altri componenti, come proteine, polisaccaridi e possibili analoghi inattivi della B12. La soluzione ottenuta viene filtrata per ricavare una sospensione limpida di cobalamine.

Purificazione e stabilizzazione speciali

L’attenzione principale è rivolta all’eliminazione degli analoghi inattivi della B12. Questi analoghi vengono rimossi mediante una combinazione di: metodi cromatografici (ad es. cromatografia a scambio ionico): questo metodo separa le molecole in base alla loro carica. Poiché gli analoghi inattivi della B12 presentano spesso una struttura chimica leggermente diversa, possono essere separati dalle forme attive.

Purificazione enzimatica: vengono impiegati enzimi specifici che agiscono esclusivamente sugli analoghi inattivi della B12, degradandoli o legandoli affinché possano essere rimossi.

Dopo la purificazione rimane una soluzione altamente concentrata contenente le forme attive della vitamina B12.

Che cos’è la pseudo-B12?

La differenza tra le forme attive e inattive della vitamina B12

Le forme attive della vitamina B12, come la metilcobalamina e l’adenosilcobalamina, sono le due varianti biologicamente attive che l’organismo umano può utilizzare direttamente. L’idrossicobalamina, invece, è un precursore che l’organismo può convertire facilmente in queste forme attive. Queste forme sono essenziali per numerose funzioni vitali, tra cui il metabolismo energetico, la divisione cellulare, la sintesi del DNA e il funzionamento del sistema nervoso.

Gli analoghi inattivi della B12, invece, hanno una struttura simile a quella della B12 attiva, ma non possono essere coinvolti nel metabolismo. Un esempio noto è la pseudovitamina B12, spesso presente in alghe come la spirulina. Questi analoghi inattivi possono persino essere problematici, poiché competono con la B12 attiva per l’assorbimento da parte delle proteine di trasporto nell’intestino, riducendone così la disponibilità.

Per garantire l’utilizzo nel nostro prodotto di forme attive di vitamina B12 che l’organismo possa utilizzare, per determinare il contenuto di B12 nel nostro estratto di shiitake è stato applicato in laboratorio il metodo di analisi standardizzato AOAC 2011.09.

La verifica in laboratorio

Molti prodotti vegani dichiarano contenuti di vitamina B12 talvolta molto elevati. Tuttavia, come già descritto, spesso si tratta di pseudo-varianti della B12. Per garantire la presenza esclusiva di forme attive della vitamina B12, vengono impiegati metodi di analisi standardizzati. Tra i procedimenti più importanti figura l’AOAC 2011.09, un metodo microbiologico specificamente concepito per rilevare e quantificare la vitamina B12 bioattiva.

Con questo metodo, un microrganismo, il Lactobacillus delbrueckii subsp. lactis, viene coltivato in un terreno di coltura mantenuto intenzionalmente privo di vitamina B12. Per crescere, il microrganismo dipende completamente dalla vitamina B12 attiva.

La crescita, misurabile attraverso la torbidità o il numero di cellule presenti nel terreno, fornisce quindi un’indicazione diretta del contenuto di B12 bioattiva nel campione analizzato. Quanto più intensa è la crescita del microrganismo, tanto maggiore è la percentuale di B12 attiva.

L’AOAC 2011.09 è altamente specifico, poiché solo le forme biologicamente attive, come metilcobalamina, adenosilcobalamina e idrossicobalamina, possono favorire la crescita. Le forme inattive o gli analoghi della vitamina B12, strutturalmente simili ma inutilizzabili dall’organismo, non contribuiscono alla crescita del microrganismo e possono quindi essere esclusi con certezza. Questo metodo preciso garantisce che nei prodotti siano presenti esclusivamente forme biodisponibili ed efficaci della vitamina.

Articolo pubblicato sotto: 4 dic 2024