Acidi grassi Omega-3

Autore dell'articolo: BERTRAND Articolo pubblicato sotto: 3 lug 2016

L’articolo di oggi tratta gli acidi grassi essenziali polinsaturi. Il punto cruciale di questi acidi grassi è l’aggettivo “essenziali”, che per noi significa che si tratta di un nutriente che dobbiamo assumere, poiché il nostro organismo non è in grado di produrlo autonomamente a partire da altre sostanze. Al tempo stesso, tuttavia, la sua presenza è indispensabile per funzionare al meglio.

In questo articolo forniamo una breve panoramica dei diversi tipi di acidi grassi insaturi, spieghiamo da dove provengono gli acidi grassi e illustriamo gli aspetti importanti nella gestione di queste sostanze per garantire che la qualità sia corretta.

PUFA essenziali

PUFA è l’abbreviazione di poly-unsaturated fatty acids, ovvero acidi grassi polinsaturi.
L’organismo umano è in grado di produrre autonomamente tutti gli acidi grassi necessari. Fanno eccezione l’acido linoleico (LA), un acido grasso omega-6, e l’acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso omega-3. Entrambi devono essere assunti con l’alimentazione e per questo sono definiti “acidi grassi essenziali”.
Nella discussione rientrano, sebbene non siano essenziali, altri due rappresentanti degli acidi grassi: l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA). Questi due acidi grassi si trovano soprattutto nel pesce e nelle alghe e, sebbene vengano sintetizzati a partire dall’acido alfa-linolenico, ciò avviene in misura così ridotta che, con un’alimentazione “normale”, è opportuno assumerne una quantità aggiuntiva.
Il fabbisogno giornaliero di acido docosaesaenoico (DHA) è di 200 mg. Per consentire all’organismo di sintetizzare questa quantità, sono necessarie quantità sufficienti di acido alfa-linolenico. Con un tasso di conversione dell’acido alfa-linolenico in DHA del 2,2%, si dovrebbero consumare almeno 9 g di acido alfa-linolenico al giorno. 1,2,3 Tutte le varianti di BERTRAND contengono almeno questa quantità sufficiente.
Se consumi anche altri alimenti in polvere, assicurati che nei relativi valori nutrizionali siano indicati almeno 9 g di acidi grassi omega-3, se DHA ed EPA non sono presenti come ingredienti separati.

Grassi in BERTRAND

Per ottenere gli acidi grassi insaturi, in BERTRAND rinunciamo a materie prime grasse pretrattate. Purtroppo, nella produzione di polveri si è affermato quasi completamente l’uso di frutta secca e semi oleosi provenienti da prodotti residui della produzione di olio alimentare.
Per la produzione dell’olio, i semi di lino, i semi di girasole, le mandorle e altri ingredienti vengono spremuti quasi completamente. Rimane un panello solido che viene poi macinato e utilizzato, tra l’altro, nella produzione di polveri nutrizionali. L’unico vantaggio di queste farine è il loro basso costo d’acquisto. Gli svantaggi sono la perdita di acidi grassi e, ad esempio, anche di sostanze vegetali secondarie. Allo stesso tempo, gli acidi grassi rimasti sono esposti all’ossigeno per settimane, favorendo ulteriormente l’ossidazione.

Gli acidi grassi polinsaturi reagiscono alla luce e all’ossigeno ossidandosi, formando idroperossidi che possono avere effetti dannosi sulla salute.

Per ottenere gli acidi grassi destinati a BERTRAND, rinunciamo a questo standard.
Lavoriamo semi di lino, semi di girasole e mandorle come frutti o semi interi, con tutti i preziosi nutrienti che contengono. I semi di lino e i semi di girasole vengono macinati finemente nella nostra produzione solo poco prima della miscelazione e del confezionamento. Questo offre anche il vantaggio di proteggere efficacemente gli acidi grassi sensibili dall’ossidazione, garantendo così il mantenimento di un’elevata qualità.

Articolo pubblicato sotto: 3 lug 2016